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Santa Croce (Firenze)
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Costruita in
un primo tempo nel 1228 secondo lo schema francescano, Santa Croce fu
poi rifatta a partire dal coro decisamente gotico, negli ultimi anni
del secolo.
Così nel 1294 cominciò l'opera di riedificazione della basilica si
protrasse per tutto il XIV fino al 1442, anno della sua consacrazione
attuata da papa Eugenio IV. |
Le dimensioni maggiori non erano però da attribuire soltanto
alla volontà di autocelebrazione dell'ordine: proprio le chiese francescane
divennero i luoghi di sepoltura preferiti della borghesia che almeno alla
morte volevano rendere omaggio agli ideali francescani.
In Santa Croce furono soprattutto le famiglie di banchieri dei Bardi, Peruzzi
e Alberti quelle che fondarono cappelle ed eressero monumenti con cicli
figurativi di Giotto, dei Gaddi e di altri artisti.

In generale la presenza di monumenti funebri e lastre tombali (sul pavimento
se ne contano ancora 276) ha fatto sì che la Basilica fosse considerata il
Pantheon cittadino, luogo di sepoltura dei fiorentini più illustri. Qui
dovrebbero trovarsi le tombe di Taddeo Gaddi e del conte Ugolino della
Gherardesca. Qui giacciono fra gli altri Michelangelo (tomba del
Vasari, 1570), Galileo Galilei (tomba del Foggini, 1737), Vittorio
Alfieri (tomba del Canova, 1810). E' solo un cenotafio il monumento a
Dante Alighieri (S.Ricci, 1829), le cui spoglie sono a Ravenna. La chiesa
e le sue Urne dei Forti furono cantate dal poeta Ugo Foscolo nei "Sepolcri".
Per non trasgredire totalmente alla regola della povertà
assoluta imposta dall'ordine francescano, le dimensioni gigantesche sono
l'unico intenti monumentale della basilica, che al suo interno è
caratterizzata da una trasparenza di spazio e dalla povertà
dell'ornamentazione.
L'aula a tre navate è suddivisa in modo quasi inavvertibile da pilastri
ottagonali e dalle sottilissime pareti del claristorio; unici elementi
decorativi sono le piatte lesene e il ballatoio che corre sulle arcate e
sottolinea l'andamento orizzontale. Sulla navata centrale invece di una volta
è presente una capriata di legno aperta che ne sottolinea ancora di più la
profondità. L'ampio transetto ampiamente illuminato dalla alte finestre
lanceolate si inserisce ad est come una traversa. Sia a destra che a sinistra
del coro poligonale ci sono due cappelle chiuse. Molti elementi sembrano
confermare che l'architetto del duomo fiorentino, Arnolfo di Cambio (1240 c.a
- 1302), sia l'autore di Santa Croce. La forma della facciata rappresentava
evidentemente un problema per l'architettura del Trecento e del Quattrocento:
Santa Croce come Santa Maria Novella, il duomo e numerose altre chiese restano
a lungo, alcune fino ad oggi, senza facciata; evidentemente l'alzato di tipo
basilicale difficilmente si associava con le concezioni estetiche degli
architetti italiani.
Infine la facciata di Santa Croce fu portata a termine tra il 1857 ed il 1863
da Nicola Matas che optò per la soluzione tricuspidata che si richiama alla tradizione policroma
fiorentina.
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Oltre ai monumenti funebri numerose
sono nella basilica le sculture, tanto costituirne un vero e proprio
campionario rinascimentale. Fra le più celebri ricordiamo il
Crocifisso di Donatello (1425, Cappella Bardi nel transetto sinistro)
e la sua aristocratica Annunciazione in pietra serena lumeggiata d'oro
(1430-35), appena restaurata dall' Opificio delle Pietre Dure. E
ancora il pulpito di Benedetto da Maiano (1472-80) e la Madonna del
Latte di Antonio Rossellino (1478) collocata sopra la tomba di
Francesco Nori, morto per salvare la vita di Lorenzo il Magnifico
durante la "congiura dei Pazzi" . |
Infine i due monumenti funebri di Bernardo Rossellino (1444-51)
e Desiderio da Settignano (1455-64). Il primo, dedicato a Leonardo Bruni
(1369-1444), umanista e Cancelliere della Repubblica, è considerato il
prototipo della tomba rinascimentale.
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