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Poesia crepuscolare


La P.C è un movimento o piuttosto un atmosfera poetica caratterizzata da un’intenzione di rottura con la poesia tradizionale ed ufficiale per sostituirvi un più sommesso discorso, tramato di tristezza e melanconia, che prende spesso lo spunto dalle “piccole cose di pessimo gusto”(Gozzano) e dalle “povere piccole cose” (Corazzini). Anche il materiale poetico, caro a questi poeti (organetti di Barberia, le corsie d’ospedale, le beghine, le povere suore malinconiche, gli amori adolescenti, le domeniche tristi, la “morta vita” della provincia), finì per caratterizzarli in modo evidente ed inequivocabile.

Ispiratori della P.C possono essere ritenuti il Pascoli ed il Gozzano nel tentativo di reagire alla poesia patriottica del Carducci ed a quella sensuale e paganeggiante di D’Annunzio: onde la poesia crepuscolare appare come un’eco del decadentismo francese. Si accettano n tal modo nel clima poetico parole e ritmi attinti dal linguaggio quotidiano e compaiono immagini il cui bisogni fiorisce dalla loro stessa modestia: perciò “crepuscolo” non significa tramonto della poesia maggiore, ma piuttosto clima di penombra in quanto s tenta di trovare oltr’alpe quella nuova scala di valori, che alla poesia avevano dato i poeti simbolisti francesi: si tratta infatti di rinunciare al sublime e ritrovare una propria identità. Per questo il crepuscolarismo non è una scuola o una corrente, ma uno stato d’animo che nasce da una condizione di ambiguità, di crisi sia storica che esistenziale con la coscienza di una dolorosa mediocrità. Tutto ciò permette di affermare che proprio nella poesia crepuscolare è lecito vedere il primo sintomo di una nuova condizione psicologica del ’900, se è vero che il secolo continua a trascinare i segni di quella crisi in cui è nato.

I poeti crepuscolari

Il crepuscolarismo non fu, dunque, una scuola, e forse nessun poeta fu esclusivamente “crepuscolare”. Ma tra quanti possono entrare in quest’area, MARINO MORETTI (1885-79) e SERGIO CORAZZINI (1886-1907) paiono che più stabilmente e più centralmente vi si collocano, assieme a qualche minore come Carlo Vallini, Carlo Chiaves, Nino Oxilia e Fausto Maria Martini. Mentre giovanile ed episodica fu l’adesione di una personalità originale e complessa come quella di CORRADO GOVONI (1884-1965); e solo tangenzialmente può essere interessato al fenomeno l’altrettanto complesso ed originale ALDO PALAZZESCHI (1885-1974). Un discorso a parte merita fatto su GUIDO GOZZANO, crepuscolare “stabile” ma sui generis.

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