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Folletti


Il termine Folletto deriva dal provenzale, catalano e francese Follet diminutivo e vezzeggiativo di Folle. L’espressione attinge sia dal latino Fòllis ovvero pallone ed altre cose gonfiate ad aria, leggere ed instabili, sia dal basso latino Fòllere (antico francese foler, folier) cioè muoversi qua e là.
Con questo vocabolo, per tanto, venivano chiamati certi spiriti, leggeri e matterelli, che un temposi credevano popolare le regioni dell’aria e che spesso si insinuavano nelle case dei mortali a molestare, senza essere visti, la gente povera di spirito.
Oltre alla caratterizzazione etimologica il folletto può anche essere individuato in base a precise peculiarità e classificato in differenti tipologie.

Principali caratteristiche:

 

  • Sono di piccole dimensioni: si va dai tre centimetri al metro e venti.
  • Generalmente piuttosto brutti o addirittura mostruosi e spesso si trasformano in animali.
  • Non amano farsi vedere e sono bravissimi a nascondersi. La maggior parte di loro preferisce muoversi di notte.
  • Hanno un carattere terribilmente dispettoso.
  • Nonostante l’indole dispettosa si dimostrano spesso servizievoli aiutando l’uomo nei lavori domestici.
  • Molti di loro sono custodi di preziosi tesori il cui nascondiglio difficilmente rivelano agli umani.
  • Anche i folletti più gentili hanno la brutta consuetudine di “scambiare” i bambini, ossia di rapire i figli degli uomini ancora i culla e di sostituirli con un folletto adulto che si godrà il lettino morbido e il buon latte destinati al neonato.
  • In qualsiasi tradizione i folletti si dividono in due grandi categorie: quelli che abitano nelle case degli umani (nascondendo in un angolino senza mai essere scovati) e quelli che preferiscono avere la loro dimora in mezzo alla natura.
  • Pochi tra loro hanno moglie o figli.

Principali tipologie:

I folletti servizievoli

Ci sono folletti che, se ben trattati, si mostrano disposti ad aiutare gli uomini. Bisogna ricordarsi, però, di ricompensarli sempre con un po’ di cibo, lasciato fuori dalla porta o in un angolo della casa e di non offrire mai qualcosa di troppo come bei vestiti o un pranzo abbondante. In questo caso, infatti, i folletti se ne vanno e non tornano più. Un altro modo di irritarli e mostrarsi troppo curiosi, cercando di sorprenderli. È bene evitare di maltrattare gli animali che sono loro amici o le piante (specialmente i biancospini) che essi amano e proteggono: potrebbero ripagare il gesto con qualche terribile scherzo e poi sparire per sempre. Meglio non gettare mai niente (in particolare l’acqua) dalla finestra o fuori dalla porta per non rischiare di colpirli o bagnarli. Infine è pericolosissimo danneggiare le loro case o rovinare i loro bei campi da gioco, ossia i prati verdi e lisci dove si radunano la notte per saltare e ballare. Chi rispetterà queste piccole regole sarà quasi sicuro di avere la loro protezione. Anche se si fa di tutto per non irritarli, però, non si può mai essere veramente sicuri che non ci faranno i dispetti giusto per divertirsi.

I folletti dispettosi

Non tutti i folletti hanno voglia di darsi da fare per gli uomini, ce ne sono anche di quelli che preferiscono prenderli in giro e farli ammattire, divertendosi un mondo, senza mai ripagarli con un po’ di lavoro o con qualche bella sorpresa. Stranamente, la maggior parte dei folletti italiani appartengono a questa categoria.

I folletti crudeli

Esistono folletti che non si limitano ai brutti scherzi ma fanno davvero del male agli uomini. Non sono molti ed in Italia non ne esistono affatto. Per questa tipologia  come per la precedente è utile conoscere come difendersi dai folletti.

I custodi di tesori

Parecchie specie di folletti amano l’oro e lo mettono da parte, secolo dopo secolo, fino a che non possiedono un tesoro di gran valore. In Irlanda e in Scozia si dice che lo nascondano in una vecchia pentola e poi la seppelliscano in luoghi segreti oppure nel punto in cui termina l’arcobaleno. Altri folletti, invece, sono semplicemente custodi di tesori altrui, sepolti e mai ritrovati, o dell’oro delle fate. Ma anche quando non fa la guardia a un tesoro, un folletto sa sempre dove trovarne uno.

I metodi per convincere una di queste piccole creature a rivelare il nascondiglio dell’oro sono, principalmente, tre:

Bisogna essere abbastanza svelti da acchiappare il folletto per il collo e poi dirgli che avrà la libertà solo in cambio del tesoro.
Un ottimo sistema è quello di afferrare il berretto della creaturina, minacciando di buttarlo nel fuoco: tutta la magia del folletto sta nel cappello, e per riaverlo sarà certamente disposto a parlare.
Il terzo metodo è piuttosto curioso e complicato: si prende un fagiolo secco, si mette nell’acqua perché si gonfi e si aspetta che i folletto venga a supplicare di non tormentarlo più. La sua pancia, infatti, si gonfia allo stesso modo del fagiolo e si sgonfierà solo quando questo sarà distrutto.

Ma non è sempre necessario maltrattare i folletti in questo modo per ottenere qualcosa. Chi aiuta un folletto in difficoltà oppure gli fa un grosso favore, in genere, viene ricompensato lautamente con oro, gioielli, buona fortuna.

Non bisogna dimenticare che l’oro dei folletti, se preso con la violenza o l’inganno, si trasforma, quasi sempre, in un mucchio di sassi o di foglie secche o di gusci di lumaca

 

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