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Dal Gotico al Rinascimento| Back to Il gotico| Page 1 | 2 | Essendo il Gotico identificato con la fine del Medioevo e il Rinascimento come l'inizio dell'età moderna, non è strano si sia discusso tanto per determinare il confine tra le due epoche. Molte cose che contraddistinguono il Rinascimento si vedono preparate nel basso Medioevo ed era possibile seguire parecchi fenomeni medievali anche all'interno del Rinascimento.
In Germania per esempio, dove l'arte rinascimentale si sviluppo molto più tardi e in maniera molto meno marcata che in Italia, l'arte gotica sopravvisse ancora fino al XVI secolo. A livello teorico questi dubbi sono sorti in quanto si è partiti ogni volta da una idea vaga della cultura medievale, di cui ci si è serviti come una grossa cartina di tornasole per definire il Rinascimento. A livello pratico i dubbi sorgono in relazione alla diretta diretta osservazione di alcune opere: alcune di esse realizzate in periodo gotico presentano degli elementi di novità tipici del Rinascimento o viceversa altre opere proprie del Rinascimento mostrano temi e tecniche peculiari del Gotico. La decadenza del goticoIl XVIII secolo, regno dell'aristocrazia e del bello spirito, secolo brillante e perverso, frivolo e che doveva finire nel sangue fu particolarmente nefasto per le cattedrali gotiche. Gli artisti, trascinati dalla grande corrente di decadenza che ebbe il nome paradossale di Rinascimento, incapace di uno sforzo creativo uguale a quello dei loro antenati, completamente all'oscuro della simbologia medievale, si dedicarono alla riproduzione di opere ibride, senza gusto ne carattere, senza pensiero esoterico - secondo, quindi, una filosofia di costruzione del tutto opposta a quella che aveva caratterizzato lo spirito dei costruttori gotici - invece di continuare e sviluppare l'ammirevole e sana creatività francese, preferendo la loro gloria a quella dell'arte ed ispirandosi agli antichi modelli contraffatti in Italia. I costruttori medievali erano ricchi di fede e modestia. Artigiani anonimi di puri capolavori, essi costruirono per la Verità, per l'affermazione del loro ideale, per diffondere la nobiltà della loro scienza, Quelli del Rinascimento, invece, preoccupati soprattutto della loro personalità, gelosi del proprio valore, costruirono per rendere famoso il loro nome alla posterità. Il medioevo deve il proprio splendore all'originalità, delle proprie creazioni; il Rinascimento deve la sua moda alla servile fedeltà delle sue copie. Là un pensiero, qui una moda. Dal XII al XV secolo, povertà di mezzi ma ricchezza d'espressione; a partire dal XVI, bellezza plastica, mediocrità di invenzione. I maestri medievali seppero animare il comune calcare; gli artisti del Rinascimento lasciarono il marmo freddo e inerte. L'antagonismo di questi due periodi, nati da concezioni opposte, spiega il disprezzo del Rinascimento e la sua profonda ripugnanza per quello che era il gotico. Un tale stato di spirito doveva risultare fatale all'opera del medioevo; e sono dovute proprie ad esso le numerosissime mutilazioni che oggi con rammarico si devono riscontrare.
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