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Mistero 

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Temi iconografici

La Rosa

Il rosone, vale a dire l'elemento circolare con motivi raggianti, in genere di marmo, collocato al centro della facciata della cattedrale per dare luce alla navata centrale. è già adottato dall'architettura romanica, ma solo in quella gotica ne sono sfruttate al massimo le potenzialità espressive e simboliche.

La rosa è in primo luogo da mettersi in relazione al femminile. Nella mitologia greca era associata ad Afrodite. Attraverso il culto di Iside e di Cibele ( divinità frigia affine ad Iside) la rosa venne spiritualizzata. La rosa diventa in altre parole un simbolo adattabile alla Vergine Maria, la Rosa Mistica delle litanie, del Rosario.

Valenze simboliche ulteriori si precisano inrelanione al numero di "petali" della rosa.Nel caso di sei petali, il simbolo associato è quello della stella a sei punte, ovvero il sigillo di Salomone, emblema della sapienza.

I sette petali alludono invece all'ordine settenario del cosmo (sette giorni della settimana, sette direzioni dello spazio, sette pianeti...) Gli otto petali simboleggiano la rigenerazione.

Nell'iconografia cristiana la rosa è anche coppa e da ciò è inevitabile un suo collegamento con il Graal. Oppure la rosa rossa simbolo del sacro cuore di Gesù, che è appunto il simbolo in cui si riverserà alla fine del Medioevo la mistica problematoca del Graal.

Pietre che cantano

Esiste un idea relativa a un possibile collegamento tra materia e suono che può sembrare banale all'uomo europeo, ma è tutt'altro che insolita nelle grandi culture orientali e nella mistica medievale europea.

Ecco alcune tra le più importanti opinioni in materia. La concezione del suono come fenomeno generatore primordiale ha portato a quella dell'armonia delle sfere celesti, già propugnata da PITAGORA e PLATONE e dottrina comune nel Medioevo, a quella dei cori angelici e in generale all'apparentamento della musica all'astronomia.

Nell'antica cultura indiana, inoltre, a ogni nota musicale viene fatto corrispondere un animale: re=pavone, mi=toro, fa=capra, sol=gru, la=uccello, si=cavallo, do=elefante, dove le note occidentali corrispondono alle sillabe usate in sanscrito per definirle. M Schneider ( autore di un saggio intitolato appunto "Le Pietre che cantano") ha dimostrato che la rispondenza tra suoni e animali e in generale il tentativo di rappresentare in forma plastica il suono è applicabile anche alla scultura del Medioevo europeo, per esempio i capitelli dei chiostri da lui analizzati a CLUNY rappresenterebbero addirittura ciascuno adirittuta intere serie di note .

Il mostro

Per cogliere il significato dell'iconografia medievale occore accantonare il metro di giudizio moderno e cercare di capire il senso del ricorso tanto frequente alla deformazione e al recupero di mostri della tradizione classica come le sirene, i centauri e animali alati per la rappresentazione di creature fantastche spesso utilizzate per la decorazione sia interna che esterna delle cattedrali.

Il modo più semplice di giudicare queste per noi inquitanti forme "innaturali" è quelle di ritenerle il prodotto di una convenzione e della conservazione di un patrimonio iconografico acquisito dalla tradizione antica con lo stesso rapporto disinvolto per cui DANTE, per esempio, assume degli spunti dalla

Metamorfosi di Ovidio per rappresentare certe pene infernali. Secondo l'ottica cristiano-medievale, i mostri, nel processo della Creazione rappresentano il passaggio dall'informe alle forme definite. L'ambizione perciò, dello scultore medievale è quella di raccontare la gestazione, mostrando in un certo senso Dio all'opera nell'atto di plasmare i modi definitivi della vita.

Nonostante ciò a ciascun "mostro" potevano essere attribuiti significati simbolici particolari con particolare riferimento all'astrologia: si pensi per esempio al centauro, mezzo uomo e mezzo cavallo, collegato al segno del sagittario.

Simbologia animale

Ogni cattedrale è in grado di esibire un suo "zoo" particolare in cui alla trattazione simbolica del tema faunistico si affianca quella curiosità inesauribile per le forme della vita che sarà caratteristica dell'artista italiano rinascimentale.

In questi zoo la fauna era classificata in generale secondo i quattro elementi: all'acqua corrispondono gli animali acquatici e gli anfibi, alla terra i rettili, all'aria gli uccelli, al fuoco i mammiferi per il loro sangue caldo.

 

Con particolare frequenza appaiono il pavone simbolo di immortalità; l'aquila emblema solare per eccellenza; l'agnello l'animale sacrificale, che rappresenta il rinnovamento periodico della vita; l'ariete, l'ardore creatore, da cui prende inizio la ruota dello zodiaco; la lepre, con un significato oscillante tra quello della lussuria e quello della fecondità; il maiale, simbolo dell'impurità; la salamandra, strettamente collegata al fuoco;

le api connesse alla diligenza e all'eloquenza; la colomba. associata all'anima e simbolo specifico dello spirito santo; il gallo emblema della resurrezione e simbolo della virtù della vigilanza; la pernice che trae il suo significato negativo dall'abitudine di raccogliere le uova e covare pulcini altrui.

Nel caso del leone, simbolo potentemente solare, esso può essere rappresentato domato da un eroe, e in questo caso è l'eroe che acquisisce l'energia virile dell'animale. Se è invece ad affrontare la lotta con il toro, il tema diventa quello del conflitto tra luce e tenebre. Due leoni affiancati denunciano il bisogno di ordine e di equilibrio. Il leone è anche un simbolo tetramorfo, con l'aquila, il bue e l'uomo alato. I quattro simboli corrispondono agli autori ispirati dei vangeli canonici, rispettivamente MARCO, GIOVANNI, LUCA e MATTEO e sono spesso utilizzati per le sculture che ornano i pulpiti, dove appunto deve essere predicata la parola di Dio.

Nella simbologia esoterica le corrispondenze sono invece: aquila, aria, mente, azione; leone, fuoco, energia, movimento,bue, terra resistenza sacrificio; angelo, elevazione, avvicinamento alla Verità.

Un cenno particolare meritano l'asino e il bue, così vicini all'iconografia cristiana della nascita di Gesù. In questo contesto l'asino è il simbolo della tenacia, della pazienza e semplicità, mentre il bue (cioè il toro privato dell'istintiva virilità) rappresenta la canalizzazione degli istinti in una massa energetica controllabile.

Il mondo vegetale

Il tema vegetale non è trattato in maniera nelle cattedrali romaniche e in quelle gotiche. Come nel caso delle forme animali mostruese anche gli elementi vegetali, si intrecciano e si fondono l'uno nell'altro, evidentemente con lo stesso intento di raccontare la gestazione della Genesi.

Tuttavia non perdono il loro significato simbolico tradizionale: la rosa richiama la perfezione; l'acanto, pianta rigogliosa e vitale, suggerisce lo sviluppo dell'interiorità non esente da spine; la vite è un simbolo eucaristico; la palma è un emblema classico della fecondità.

In generale si può affermare che il Gotico, a differenza del Romanico, si rende più dispinibile alla scoperta ed esprime la meraviglia e l'entusiasmo per il pulsare della vita in modo più immediato.

E questa attenta osservazione del mondo vivente, indipendentemente sia fatta su pietra, vetro o mosaico, comunque rapporta sempre ogni dettaglio al messaggio complessivo della cattedrale.

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