Ogni gioia porta in se un seme di sofferenza, ogni abbandono porta in se un germe di dubbio e i dubbi guastano e contaminano.
Argomenti

Indirizzario oscuro
Veleni
Poesia Crepuscolare
Mitologia
Il gotico
Dark Style
Serial killer
Folletti in Italia
Folletti nel mondo

Pale Skin
Bella con la Luna
Incantesimi

Creepy-Eyes
About me
Gallery
2002-2003
2003-2004
2004-2005
N-R Story
Risorse

Links
Download Area
Forum
Chat
Guestbook
Contacts

 Luce-In-Tenebra
E-zine
Iscritti
Iscriviti
Leggi
 Misc.
Add to favourites
Imposta come Home Page

Mistero 

| Back to Il gotico| Page 1 | Page 2 | Page 3 | Page 4

Il tema della luce

Il problema della luce, da sempre critico per quanto riguarda gli edifici sacri, nella cattedrale venne risolto coniugando l'aspetto funzionale con quello spirituale dell'illuminazione. 

Per la cattedrale i costruttori gotici vollero che la luce provenisse non solo dalla parte alta della navata centrale, ma anche lateralmente e ciò fu reso possibile dalla "smaterializzazione dei muri", con il ricorso delle vetrate.

Ma qual'era il significato profondo che la luce aveva per i costruttori gotici e qual'era il messaggio spirituale di cui l'hanno resa depositaria.

Goethe in proposito afferma:" Se l'occhio non fosse solare,/ come potremmo vedere la luce?/ Se non vivesse in noi la stessa forza di Dio,/ come potremmo entusiasmarci per il Divino?" (teoria dei colori)

Ma il tema della luce non si esaurisce in quello dell'illuminazione. La luce infatti è il contrario dell'ombra, e gia per i filosofi pitagorici chiaro  e scuro costituiscono la prima delle dieci coppie di opposti che dominano il mondo. Nella visione cristiana in particolare questa opposizione viene a configurarsi come Cristo-Sole che vince le tenebre.

La vita dell'uomo come chiaro-scuro viene espressa dalla scultura che, salvo le più tarde manifestazioni del gotico, si innesta sulle strutture architettoniche senza prevaricare e mantenendo il significato di materia lavorata. Le superfici emergenti dai rilievi concentrano la luce che vince così sull'ombra dello sfondo.

Magia del colore

La pittura murale policroma, a cui era stato vasto spazio durante il Romanico, mantiene il suo ruolo fondamentale nel gotico italiano, mentre quello nordico preferisce esprimere il sentimento del colore attraverso le vetrate.

Le due pitture quella murale e quella del vetro risolvono in  due maniere differenti il problema della luce, la prima imitando la luce del sole di impernia sul rapporto luce-ombra mentre la seconda sfrutta e compone la luce artificiale per produrre effetti cromatici artificiali.

Si è a lungo attribuito all'Oriente il merito di aver messo a disposizione dei costruttori occidentali, in seguito ai contatti determinatisi con le crociate, nuove tecniche di lavorazione del vetro. 

I maestri vetrai delle cattedrali sfruttarono in un modo del tutto nuovo queste nuove tecniche acquisite:

compongono delle figure, le fanno risaltare con sottolineature disegnate a penello e sotto poste a cottura, le incastonano e le sorreggono in un reticolo di piombo che conferisce all'intera vetrata l'aspetto di un mosaico luminoso.

Le più antiche e spettacolari che ci sono state conservate sono quelle dell'abbazia reale di Saint-Denis, presso Parigi considerata il prototipo del Gotico francese. Di queste vetrate, comprese nel grande progetto portato avanti dall'abate Suger, si è detto:" La pietra preponderante e dura scompare dietro le evanescenze del vetro mutevole".

Architettura dei numeri.

Il nostro rapporto con i numeri è decisamente "desacralizzato". Fin dalla cabala ebraica il numero era interpretato come manifestazione della sapienza divina, modalità del rapporto cosmico tra unità e pluralità, legge dell'armonia universale.

I costruttori medievali non solo adottarono misure e proporzioni collegate con i numeri ciclici, attinti dall'astronomia, (3,7,12,30.360), ma seppero anche definire per ciascuna cattedrale una fisionomia numerica (cioè un armonia) propria.

Diversi studiosi si sono applicati a decifrare le cosiddette colonne dei numeri, vale a dire l'occulto progetto numerico di ogni cattedrale. Ai numeri che le contraddistinguono sono collegabili, per semplici operazioni di addizione e sottrazione, il numero dei portali, dei campanili, dei pilastri e così via.

I tre numeri chiave della cattedrale di Amiens sono il 21, 22, 20. Il 21 comune a tutte le cattedrali, è il numero della perfezione, generato dal prodotto dei due numeri sacri 7 e 3 ( nella bibbia si parla di " ventuno perfezioni della sapienza).

Nella cattedrale di Chartres il numero dominante è il 72. Questo numero rappresenta un quinto del cerchio e quindi richiama la sacralità del 5. L'astrologia inoltre insegnava che ogni 72 anni il punto del sole si spostava di un grado nello zodiaco. E ancora, nella leggenda celtica il Tempio del Graal aveva 72 cappelle. 

|Back to top |Back to Il gotico| Page 1 | Page 2 | Page 3 | Page 4