Ogni gioia porta in se un seme di sofferenza, ogni abbandono porta in se un germe di dubbio e i dubbi guastano e contaminano.
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Il nome Folletto è usato per indicare alcuni degli abitanti dell’Altro Regno. Sotto questa classificazione troviamo tipi diversi di creature, distribuite in tutte le regioni italiane. L’etimologia è incerta: potrebbe derivare dal greco “farfalla” oppure potrebbe essere un termine originario dei popolari “lari” romani. È comunque certo che la loro storia risale alla notte dei tempi.

Ovidio, Virgilio e Cicerone, infatti, narrano vicende di talune famiglie prese di mira da folletti. Nel Medioevo, con la messa al bando del Paganesimo e la diffusione del Cristianesimo, queste creature vennero associate alla superstizione e alla stregoneria. Così i folletti si sono sempre più ritirati nella solitudine, rimanendo nel cuore dei pochi boschi rimasti, e se non se ne riesce più a vedere quasi nessuno è perché costoro attendono tempi migliori, quando il materialismo e il raziocinio imperanti nel Terzo Millennio subiranno una frenata.  

MONACIELLO Folletto notturno. Occhietto vispo, non più alto di 40 centimetri, carattere allegro, vestito con un saio e un berretto rosso (che gli conferisce potere), ecco queste le caratteristiche del monaciello folletto tipico del sud. Le prime notizie su questo folletto risalgono al '700 quando veniva menzionato nelle clausole dei contratti d'affitto, l'affittuario infatti, la cui abitazione era infestata da questo folletto poteva non corrispondere i soldi per l'affitto al padrone di casa. E già perchè il folletto infesta le abitazioni e per farlo ha una tecnica tutta sua. Quando una famiglia si trasferisce il un nuovo appartamento, nei primi giorni successivi al trasloco riceve la visita del folletto. In piena notte sente bussare alla porta ma una volta aperta quest'ultima si trova di fronte solo una scopa che magari aveva dimenticato nella vecchia casa. Ecco come il monaciello entra nelle vostre vite. Ma quella del monaciello non è una sola leggenda, ai giorni nostri ci sono ancore delle famiglie che devono convivere con questo dispettoso coinquilino. NEW

CAGURO Spiritelli dispettosi della Puglia. Il loro scherzo prediletto e saltare sulla pancia di chi sta dormendo bloccandogli in respiro. Agiscono prevalentemente di notte mentre passano le ore diurne in luoghi abbandonati. Il loro aspetto è quello tipico degli spiritelli di questo genere: non molto grandi e bruttini. NEW

CIALCIUT Il folletto vampiro. La notte, in Veneto e in Friuli, una creatura ricoperta di peli ispidi si aggira per le tante cittadine alla ricerca di sangue. E' il diabolico folletto che turba il sonno degli uomini, sedendosi sul loro petto e cibandosi del loro sangue, senza però ucciderli. Molti uomini sono stati sorpresi dal cialciut durante un sonnellino nei boschi o sul ciglio delle strade; al risveglio avevano una sensazione di mancanza d'aria e un po' di debolezza fisica. NEW

ORCHON Somigliano a gnomi bizzarri e maliziosi, piccoli essere dai visi grinzosi, furbi e vendicativi. Presenti soprattutto a Biella e nella Valle d’Aosta.

LINCHETTO

Vivono nelle lande della Toscana, soprattutto a Lucca. Hanno un aspetto comune, sono alti circa 40-50 cm, con orecchie lunghe e appuntite e occhi che assomigliano a due piccoli carboni, fluorescenti al buio. Sul capo hanno il berretto rosso e portano una mantellina scura.

Di giorno camminano tranquilli per i boschi, mentre al calar del sole cominciano a pensare alle monellate da combinare, ma generalmente i loro scherzi non sono mai troppo pesanti.

  

PAMARINDO

Folletto di Gemona (Friuli) piuttosto dispettoso e alle volte pericoloso. È grosso ma piccolo, ha cappello e mantellina di rame ed è incredibilmente veloce. Gli uomini hanno sempre avuto dei grattacapi a causa del suo divertimento preferito, far ansimare con ogni tipo di scherzo il bestiame.

  

DONNE DI FUORA

Originarie di Messina, in Sicilia, chiamate anche ”belle signore”, secondo la tradizione escono di casa di notte con lo spirito per parlare con spiriti degli inferi e anime vaganti, fare o sciogliere fatture. Possono essere buone o cattive, a seconda con chi hanno a che fare e a seconda delle decisioni che prendono insieme alle altre loro compagne.

Chi desiderava la loro presenza, doveva bruciare dell’incenso, foglie di alloro e rosmarino prima di Mezzanotte.

   

SAMBLANA

Fata che vive sulle Dolomiti ed è invisibile agli uomini che, anzi, guardando inconsciamente nella sua direzione, vedono la propria immagine, poiché essa indossa un mantello di neve che tutto riflette.

   

DIALE

Elfi femminili residenti nelle Alpi. Sono creature bellissime, che indossano lunghe e fluttuanti tuniche, in parte per nascondere i loro piedi simili a quelli delle capre (comune denominatore della maggior parte degli Elfi). Chi le guarda negli occhi prova sensazioni di pace e gioia assolutamente uniche e irripetibili.  Amano starsene sulle vette e sui costoni rocciosi per osservare silenziosamente l’attività degli uomini e della natura.

   

SALINGHE

Fate originarie dell’Alto Adige, capaci di mutare aspetto, ma sempre pronte a soccorrere chi è bisognoso di affetto. Potevano offrire la propria manodopera a contadini e boscaioli bisognosi senza chiedere nulla in cambio. Amavano vivere con gli uomini, però non più di sette anni. Ma se accadeva che una di loro si innamorasse di un uomo, poteva anche sposarlo e avere dei figli, a patto che lui non le chiedesse mai da dove venisse. In quel malaugurato caso era costretta ad andarsene. Allora poteva tornare solo di tanto in tanto, di nascosto, a pettinare i capelli dei suoi bambini.

   

BEATE DONNETTE

Entità di Asiago, minute quanto una margherita. Esperte maghe e conoscitrici di erbe non amano avere a che fare con gli uomini. Ma se succede e gli uomini si comportano bene, sono capaci di ricompensarli profumatamente.